Pubblicato il 15 ottobre 2026
Prezzi agricoli e alimentari nel 2025: andamenti contrastanti tra le diverse filiere e tendenze simili a quelle dei Paesi confinanti
Latte e latticini
Carne, prodotti carnei e insaccati
Cereali panificabili, farina e prodotti da forno
Uova
Patate e prodotti a base di patate
Frutta e verdura
Bio
Negli ultimi anni si è assistito a un boom del biologico in Svizzera, con una cifra d’affari totale che ha segnato un nuovo record lo scorso anno. Dall’osservazione dei prezzi di un paniere di merci nel commercio al dettaglio emerge un lieve rincaro da luglio 2019 a luglio 2024, sia dei prodotti bio sia di quelli convenzionali. Di conseguenza la differenza di prezzo tra questi due comparti è rimasta pressoché stabile. Nel periodo in esame, il paniere di prodotti bio è costato in media il 56,4 per cento in più di quello dei prodotti convenzionali.
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1. Prezzi alla produzione in Svizzera
Nella produzione animale, nel 2025 i prezzi alla produzione sono aumentati rispetto al 2024 per il latte crudo, le uova e la maggior parte del bestiame da macello. Per quanto riguarda la produzione vegetale, i prezzi sono invece diminuiti per la maggior parte della verdura, dei cereali panificabili e delle patate da tavola. Quanto alle mele, i prezzi sono rimasti stabili a un livello basso per le varietà osservate. Questi andamenti dei prezzi sono attribuibili, tra le altre cose, ai costi di produzione e al livello dell’offerta.
Aumento del prezzo alla produzione del latte
Nel settore della produzione lattiera, il 2025 è stato caratterizzato da un aumento della quantità di latte crudo commercializzato (+2,8 %) e da un incremento del prezzo alla produzione del latte, salito di 1,27 ct./kg rispetto all’anno precedente (+1,7 %) e attestatosi a 76,32 ct./kg. Il prezzo indicativo del latte di latteria del segmento A, aumentato nel luglio 2024, è rimasto invariato nel 2025. Questo rialzo del prezzo indicativo del latte di latteria e il rincaro dei latticini hanno contribuito alla crescita del prezzo alla produzione del latte, che dal 2017 ha registrato una progressione continua, raggiungendo il valore massimo nel 2023, per poi diminuire nel 2024. Il confronto tra i periodi 2009–2011 e 2023–2025 mostra un aumento del prezzo alla produzione del latte del 17,8 per cento.
Prezzi alla produzione e prezzi al consumo, Svizzera et paesi confinanti
I prezzi del bestiame da macello continuano per lo più a salire
Sul mercato del bestiame da macello, nel 2025 la tendenza al rialzo è proseguita nella maggior parte delle categorie. I prezzi dei bovini hanno registrato un aumento significativo sia nella produzione convenzionale AQ che nel segmento biologico. A seconda della categoria, i prezzi alla produzione si sono attestati tra il 7 e l’8 per cento al di sopra del livello dell’anno precedente. La ripresa è stata particolarmente marcata per i vitelli: dopo il calo registrato nel 2024, nel 2025 i prezzi sono aumentati sia nel segmento biologico (+10,6 %) che in quello AQ (+10,9 %). Anche i prezzi degli agnelli hanno segnato un andamento positivo, con un aumento del 4,3 per cento nel comparto biologico e del 5,2 per cento nella produzione AQ rispetto all’anno precedente. L’andamento dei prezzi dei suini è stato contrastante: mentre quelli nel comparto AQ sono aumentati ancora leggermente del 2,3 per cento a 4,52 fr./kg di peso di macellazione, i prezzi nel settore biologico sono diminuiti del 2,7 per cento a 7,54 fr./kg di peso di macellazione.
Aumento dei prezzi alla produzione delle uova
Nel 2025 i prezzi alla produzione nel mercato delle uova sono aumentati per tutte le forme di detenzione di pollame. Il prezzo alla produzione delle uova biologiche è salito del 5,2 per cento rispetto all’anno precedente, attestandosi a 47,98 centesimi. Per le uova da allevamento all’aperto si è registrato un aumento del 4,8 per cento, raggiungendo 25,28 centesimi. Anche il prezzo delle uova da allevamento al suolo è cresciuto, segnatamente del 7,9 per cento, attestandosi a 22,27 centesimi. A lungo termine, tuttavia, si registra comunque una diminuzione dei prezzi per le varietà convenzionali.
Parte di questo aumento generalizzato si spiega con la graduale cessazione, nel 2025, dell’abbattimento dei pulcini maschi nell’ambito della produzione di uova. Allo stesso tempo, il più recente aumento dei prezzi riflette la tendenza generale al rincaro delle uova biologiche e da allevamento all’aperto registrata negli ultimi anni, che è particolarmente evidente nel caso delle uova biologiche, i cui prezzi alla produzione sono aumentati del 17,2 per cento tra i periodi 2002–2004 e 2023–2025.
Prezzi alla produzione in calo per i cereali panificabili convenzionali
Nel 2025 i prezzi alla produzione delle colture campicole hanno subito pressioni al ribasso. Particolarmente colpiti sono stati i cereali panificabili e le colture foraggere, i cui prezzi hanno registrato per lo più un calo. Rispetto all’anno precedente, nell’anno del raccolto 2025 i prezzi alla produzione dei cereali panificabili convenzionali delle classi di frumento panificabile “top” e “classe I” sono diminuiti rispettivamente del 2 e del 3 per cento circa, attestandosi a 59,99 e a 57,29 fr./100 kg. Anche i prezzi dell’avena da foraggio e del mais da granella sono scesi, su base annua, rispettivamente del 2 e dell’1 per cento, raggiungendo 29,80 e 36,70 fr./100 kg. Per quanto riguarda il frumento per la molitura biologico si è registrato un leggero incremento dei prezzi rispetto al 2024, passati da 107,2 a 107,63 fr./100 kg. Infine, anche i prezzi del frumento da foraggio convenzionale sono aumentati rispetto all’anno precedente da 37,32 a 37,79 fr./100 kg (+1 %).
Calo dei prezzi delle patate da tavola
I prezzi indicativi alla produzione delle patate sono diminuiti per il secondo anno consecutivo per entrambe le principali categorie di patate da tavola (non biologiche). Nel 2025 le patate da tavola resistenti alla cottura hanno toccato 51,57 fr./100 kg, circa l’8 per cento in meno rispetto all’anno precedente e il 12 per cento in meno rispetto al 2023. Le patate da tavola farinose si sono attestate a 47,39 fr./100 kg, ovvero rispettivamente il 9 e il 10 per cento in meno che nel 2024 e nel 2023. Al contrario, per le patate da trasformazione sono stati applicati i prezzi fissi negoziati, per cui il loro costo è rimasto invariato a 50,84 fr./100 kg.
Da un confronto a lungo termine emerge un netto rincaro: il prezzo medio negli anni 2023–2025 ha superato il livello del periodo 2000–2002 del 22,7 per cento per le patate da tavola resistenti alla cottura, del 19,7 per cento per quelle farinose e del 23 per cento per le patate da trasformazione.
I prezzi delle mele nel 2025 rimangono a livelli bassi
Per quanto riguarda la frutta a granelli, nel 2025 le due varietà di mele osservate hanno registrato prezzi che sono rimasti costanti a livelli bassi o che sono addirittura leggermente diminuiti rispetto all’anno precedente. Il prezzo indicativo della Golden Delicious (non biologica, classe I) è rimasto invariato rispetto al 2024 a 1,00 fr./kg. Il prezzo della Braeburn è sceso da 1,08 a 1,06 fr./kg (−1,9 %). Ciò è probabilmente dovuto ai volumi di produzione superiori alla media. Per contro, il raccolto di pere è stato più contenuto, motivo per cui il prezzo indicativo per la varietà di pere Conférence è salito da 1,30 (2024) a 1,52 fr./kg.
Il confronto a lungo termine mostra un rincaro: nella media degli anni 2022–2025 la Golden Delicious, la Braeburn e la Conférence hanno segnato rispettivamente il 10,8, il 3,1 e il 29,9 per cento in più rispetto al periodo 2000–2003. Nell’analizzare questo lungo periodo è importante tenere conto del fatto che anche i costi di produzione sono aumentati, ad esempio a seguito del lancio del programma per la sostenibilità della frutta (NHF), il quale nel 2025 è stato esteso anche alle ciliegie e alle prugne. Ciò ha comportato un aumento dei prezzi indicativi a causa del supplemento di sostenibilità versato nel quadro del programma NHF.
Molti prezzi della verdura sono diminuiti rispetto all’anno precedente
La maggior parte delle varietà di verdura osservate ha registrato un calo dei prezzi nel segmento non biologico. Per quanto riguarda la verdura principale, le carote, il prezzo alla produzione è sceso da 1,17 a 1,11 fr./kg (−5,1 %). Tra le varietà di verdura esaminate, i cali di prezzo più significativi rispetto all’anno precedente si sono registrati per la lattuga cappuccio, il cui prezzo è sceso dell’8 per cento da 1,25 a 1,15 fr./pz., e per il sedano rapa, il cui prezzo è sceso del 6,7 per cento da 2,25 a 2,10 fr./kg. Tra la verdura non biologica considerata, solo i cetrioli hanno registrato un aumento di prezzo nel 2025: con 1,44 fr./pz., hanno segnato il 5 per cento circa in più rispetto all’anno precedente (1,37 fr./pz.).
Nel segmento biologico l’andamento dei prezzi rispetto al 2024 è stato disomogeneo. Mentre i prezzi delle cipolle (+5 %), dei pomodori e del cavolfiore (entrambi +2 %) nonché dei cetrioli (+1 %) sono aumentati, quelli delle carote (−7 %), del sedano rapa (−5 %) e della lattuga cappuccio (−4 %) sono diminuiti.
2. Prezzi al consumo in Svizzera
Nel 2025, i prezzi al consumo sono leggermente aumentati rispetto al 2024 per la maggior parte dei latticini freschi. Sono rincarati anche vari prodotti a base di carne bovina e le uova da allevamento al suolo. Per quanto riguarda i prodotti vegetali, i prezzi della frutta e di gran parte della verdura sono diminuiti. Si sono registrati cali di prezzo anche per il pane e le patate.
Aumento dei prezzi al consumo dei latticini freschi
Nel 2025, i prezzi al consumo della maggior parte dei latticini freschi sono leggermente aumentati rispetto all’anno precedente. Va notato che anche il prezzo della materia prima (latte crudo) è salito nel 2025. Per quanto riguarda i formaggi, i prezzi sono diminuiti per alcune varietà, in particolare il Gruyère DOP e la mozzarella. Il confronto a lungo termine, tra i periodi 2000–2002 e 2023–2025, evidenzia un aumento dei prezzi al consumo per la maggior parte dei latticini. Nel corso di questo periodo si è tuttavia osservato un calo dei prezzi di alcuni latticini freschi, quali la panna intera (–29,1 %) e la mozzarella (–29,6 %).
Andamento disomogeneo dei prezzi al consumo della carne
Sebbene i prezzi alla produzione abbiano registrato per lo più aumenti, nel 2025 i prezzi al consumo della carne hanno seguito andamenti diversi a seconda del prodotto. Nel segmento convenzionale (AQ) sono rincarati in particolare vari prodotti a base di carne di manzo. I prezzi dell’arrosto di spalla di manzo (+7,3 % a 33,70 fr./kg) e della carne macinata (+4,4 % a 18,34 fr./kg) sono aumentati, mentre quelli dell’entrecôte (–1,0 %) e delle scaloppine di manzo (–8,6 %) sono diminuiti. Anche la carne di suino ha mostrato un andamento contrastante: i prezzi dell’arrosto di spalla di maiale sono aumentati dell’11,1 per cento, le scaloppine di maiale sono rimaste pressoché stabili (–0,1 %), mentre le cotolette (–0,1 %) e lo spezzatino (–1,0 %) sono diventati leggermente più convenienti. Per quanto riguarda la carne di vitello, i prezzi delle cotolette (+1,4 %) e dello spezzatino (+2,4 %) sono aumentati, mentre l’arrosto di spalla ha registrato un leggero calo (–0,6 %). I prezzi del pollame e dei prodotti carnei, come il prosciutto cotto di coscia, il bratwurst di vitello o il salame, sono rimasti nel complesso stabili o hanno segnato un leggero calo.
Nel segmento biologico i prezzi di vari prodotti a base di carne di manzo e di vitello hanno registrato un aumento significativo. L’incremento è stato particolarmente marcato per l’entrecôte di manzo (+6,3 %), la lombata di vitello (+6,5 %) e le fettine di vitello (+4,4 %). Per contro, sono diminuiti i prezzi della carne macinata di manzo biologica (–6,6 %) e dell’arrosto di vitello (–11,1 %). Per quanto riguarda la carne di suino, le cotolette di maiale biologiche sono diventate più economiche (–2,9 %), mentre le scaloppine di maiale biologiche sono leggermente aumentate di prezzo (+2,3 %). I prezzi del pollo sono rimasti sostanzialmente stabili; solo le cosce hanno subito un leggero calo (–0,9 %). Per quanto riguarda i prodotti carnei biologici, il salame e i wienerli sono diventati più economici, mentre il cervelat e il bratwurst sono invece aumentati di prezzo.
Significativo calo del prezzo del pane bigio (500 grammi)
Rispetto al 2024, nel 2025 i prezzi della farina sono leggermente aumentati; solo il prezzo della farina bigia è sceso da 2,21 a 2,13 fr./kg (–3 %). Il prezzo della farina semibianca è salito da 2,10 a 2,16 fr./kg (+3 %). Anche la farina bianca e la farina nel segmento di prezzo basso sono rincarate (+2 % e +1 % rispettivamente). Per quanto riguarda il pane bigio (500 grammi), il prezzo ha segnato un notevole calo, passando da 1,49 a 1,21 fr./pz. (–19 %). Il prezzo del pane semibianco (500 grammi) è sceso del 3 per cento, passando da 1,20 a 1,16 fr./pz.
Prezzi al consumo più bassi per le uova biologiche e da allevamento all’aperto
Nel 2025 i prezzi al consumo delle uova hanno registrato andamenti diversi: mentre i prezzi delle uova da allevamento al suolo sono aumentati, quelli delle uova da allevamento all’aperto e biologiche sono diminuiti. Il prezzo delle uova crude da allevamento al suolo svizzere è dunque aumentato del 3,4 per cento, attestandosi a 41,61 centesimi. Anche il prezzo delle uova crude da allevamento al suolo importate è salito, segnatamente del 3,4 per cento, attestandosi a 30,19 centesimi. Le uova cotte da allevamento al suolo importate hanno registrato un rincaro addirittura dell’11,1 per cento rispetto all’anno precedente, raggiungendo 38,83 centesimi. Una delle ragioni principali di questo aumento dei prezzi a livello delle importazioni è che nel 2025, all’estero, si sono verificate carenze di offerta e conseguenti rincari a seguito di casi di influenza aviaria.
Per quanto riguarda le uova crude da allevamento all’aperto svizzere si osserva invece una diminuzione del prezzo dell’1,7 per cento, attestatosi a 61,61 centesimi. Anche il prezzo delle uova crude biologiche svizzere è sceso, segnatamente dello 0,8 per cento, attestandosi a 86,04 centesimi. Le uova biologiche cotte sono diventate più economiche dello 0,9 per cento, toccando 1,32 fr./pz. Poiché le uova biologiche e quelle da allevamento all’aperto rappresentano insieme la maggior parte della produzione svizzera di uova, si registra un calo generalizzato dei prezzi al consumo rispetto all’anno precedente. Il fatto che i prezzi al consumo siano diminuiti nonostante l’aumento dei prezzi alla produzione potrebbe essere correlato al fatto che le variazioni di prezzo, causate tra le altre cose dalla parziale cessazione dell’abbattimento dei pulcini maschi, non sono state trasferite completamente o contemporaneamente ai livelli lungo la catena del valore.
Patate: molti prezzi bassi nel segmento non biologico
Nel 2025 i prezzi delle patate hanno registrato un forte calo nel commercio al dettaglio. Ad eccezione delle patate novelle, tutti i prodotti considerati nel segmento non biologico hanno segnato i prezzi annuali più bassi degli ultimi 25 anni. Le patate resistenti alla cottura (linea verde), nella confezione più diffusa (sacco da 2,5 kg), hanno raggiunto un prezzo di soli 1,36 fr./kg. Si tratta di un valore inferiore del 3,5 per cento rispetto al secondo prezzo più basso dal 2001, registrato nel 2021 (1,41 fr./kg). Anche le patate farinose della linea blu e della linea rossa (alta temperatura), così come le patate da raclette, hanno segnato prezzi inferiori alla soglia di 1,50 fr./kg. Una ragione fondamentale potrebbe essere la strategia dei prezzi bassi introdotta alla fine del 2024 da un importante commerciante al dettaglio, che ha comportato adeguamenti dei prezzi anche presso altri commercianti.
Prezzo dello zucchero cristallizzato in calo
Nel 2025 il prezzo dello zucchero cristallizzato è diminuito rispetto all’anno precedente (–21,2 % a 1,99 fr./kg). Il confronto tra i periodi 2000–2002 e 2023–2025 mostra tuttavia un andamento al rialzo (+57,2 %).
Calo dei prezzi nell’assortimento di frutta
Nel 2025 i prezzi al consumo della frutta non biologica osservata hanno registrato un calo generalizzato rispetto all’anno precedente. La varietà di mele Golden Delicious (classe I) ha subito una flessione del 9,5 per cento rispetto al 2024, raggiungendo nel 2025 il prezzo annuale più basso degli ultimi 25 anni, pari a 2,94 fr./kg. Il prezzo delle pere della varietà Conférence (classe I) è aumentato dello 0,3 per cento, passando da 3,18 a 3,19 fr./kg. Il prezzo medio annuo delle fragole, che comprende i prezzi dei prodotti indigeni ed esteri, ha subito un calo particolarmente marcato, segnatamente del 17,1 per cento, passando da 11,83 a 9,81 fr./kg.
Verdura: numerosi cali di prezzo nel segmento convenzionale
Ad eccezione dei cetrioli, tra il 2024 e il 2025 i prezzi al consumo di tutte le varietà di verdura convenzionale considerate hanno subito un calo. La flessione più marcata si è registrata per le cipolle e le carote, scese rispettivamente del 23 e del 22 per cento, mentre quella più contenuta ha riguardato il cavolfiore e la lattuga cappuccio, scesi rispettivamente del 7 e del 4 per cento.
Per quanto riguarda i prodotti biologici, i prezzi delle carote (-8 %) e dei cetrioli (-8 %) sono diminuiti, mentre quelli delle altre varietà di verdura osservate sono aumentati tra il 5 (sedano rapa) e il 19 per cento (pomodori).
Questo andamento è degno di nota nel lungo periodo. Ad esempio le carote, un prodotto molto importante nel mercato della verdura, hanno toccato nel 2025 il livello più basso degli ultimi vent’anni. Nel 2025 le carote non biologiche hanno segnato in media 1,51 fr./kg, un prezzo nettamente inferiore al secondo prezzo più basso mai osservato, pari a 1,77 fr./kg nel 1999. Nel 2025 le carote biologiche hanno toccato 2,97 fr./kg, segnando l’1,33 per cento in meno rispetto al secondo prezzo più basso, osservato nel 2004 (3,01 fr./kg).
3. Confronto con i Paesi confinanti
Nel 2025 i prezzi alla produzione e al consumo sono stati in generale più elevati in Svizzera rispetto ai tre Paesi confinanti osservati, ovvero Germania, Austria e Francia. Ad esempio, i prezzi alla produzione delle patate all’estero sono stati notevolmente inferiori rispetto a quelli svizzeri. Per quanto riguarda i prezzi al consumo, la carne è stata venduta a prezzi particolarmente bassi all’estero. I consumatori tedeschi beneficiano dei prezzi più bassi per la maggior parte dei prodotti. L’andamento dei prezzi tra il 2024 e il 2025 mostra che le tendenze in Svizzera sono simili a quelle dei Paesi confinanti per la maggior parte dei prodotti vegetali. Il confronto risente tuttavia della disparità dei fattori che influenzano i prezzi in Svizzera e all’estero.
Svizzera e Paesi confinanti: tendenze di mercato simili nel 2025, differenze di prezzo persistenti
Differenze nelle caratteristiche dei prodotti
I prodotti svizzeri e quelli dei tre Paesi confinanti si differenziano in termini di qualità, label, condizionamento e servizi offerti. Laddove non sia stato individuato alcun prodotto comparabile, non viene fornita alcuna indicazione di prezzo. I prodotti osservati sono i seguenti: latte crudo, carne, uova, cereali e semi oleosi, patate, frutta e verdura.
Nel 2025 i prezzi alla produzione in Svizzera sono stati generalmente superiori a quelli dei Paesi confinanti a causa dei fattori di influenza indicati di seguito. Per il latte e le uova, i prezzi sono relativamente omogenei nei tre Paesi dell’UE. Per quanto riguarda la frutta e la verdura, le differenze di prezzo sono tuttavia significative per alcuni prodotti come le mele e la lattuga cappuccio. Nei tre Paesi confinanti, i prezzi alla produzione del latte si attestano tra il 59 e il 69 per cento del prezzo svizzero. Per quanto riguarda le uova, i prezzi si attestano al 65 per cento del prezzo svizzero. Anche i prezzi di frutta, verdura e patate in questi Paesi confinanti sono inferiori a quelli osservati in Svizzera. Le differenze possono tuttavia variare notevolmente a seconda del paese e del prodotto. Ad esempio, i prezzi alla produzione delle diverse varietà di verdura osservati nei tre Paesi considerati si attestano tra il 24 e il 74 per cento di quelli svizzeri; particolarmente bassi sono i prezzi alla produzione delle patate, segnatamente in Germania (37 % del prezzo svizzero).
Le tendenze dell’andamento dei prezzi alla produzione tra il 2024 e il 2025 nei Paesi confinanti sono paragonabili a quelle della Svizzera per la maggior parte dei prodotti. In generale, i prezzi dei prodotti di origine animale sono aumentati, mentre quelli dei prodotti vegetali sono per lo più diminuiti sia in Svizzera che nei Paesi confinanti. Per alcuni prodotti, tuttavia, le variazioni sono più marcate all’estero che in Svizzera. Ad esempio, il prezzo del frumento panificabile è sceso del 20 per cento in Germania, contro un calo del 3 per cento in Svizzera. Tra il 2021 e il 2025, il divario dei prezzi alla produzione tra la Svizzera e i Paesi confinanti ha mostrato una tendenza alla riduzione per la maggior parte dei prodotti di origine animale osservati. Per i prodotti vegetali, invece, la tendenza è all’aumento di tale divario, ad eccezione delle patate, per le quali si è ridotto.
Prezzi al consumo della carne particolarmente più bassi nei Paesi confinanti
Diversità dei prodotti
Il confronto dei prezzi al consumo risulta ancora più complesso rispetto a quello dei prezzi alla produzione soprattutto a causa della maggiore diversità dei prodotti. Le differenze di prezzo possono derivare, in particolare, dai fattori di influenza indicati di seguito, che variano da un Paese all'altro. I prodotti oggetto di osservazione sono i seguenti: latte e latticini, carne, uova, patate, frutta e verdura.
Come per i prezzi alla produzione, anche i prezzi al consumo nel 2025 sono stati più elevati in Svizzera rispetto ai Paesi confinanti. I consumatori tedeschi beneficiano dei prezzi più bassi per la maggior parte dei prodotti. Il prezzo delle patate farinose in Germania si attesta infatti al 40 per cento del prezzo svizzero, contro l’88 per cento della Francia. Nei tre Paesi confinanti, i prezzi al dettaglio si collocano tra il 38 e il 90 per cento di quelli svizzeri per i latticini e tra il 34 e il 77 per cento per la carne.
La differenza di prezzo tra la Svizzera e i tre Paesi confinanti è particolarmente elevata per la carne. In questi tre Paesi i consumatori pagano la maggior parte delle carni a un prezzo inferiore di oltre il 50 per cento rispetto alla Svizzera. Il prezzo della fettina di maiale (coscia) in Austria e in Germania varia tra il 33 e il 34 per cento di quello svizzero. Per quanto riguarda i latticini, il divario di prezzo più elevato riguarda il burro in Germania, pari al 38 per cento del prezzo svizzero.
Per quanto riguarda l’andamento dei prezzi al consumo tra il 2024 e il 2025, in Svizzera si osservano tendenze simili a quelle dei Paesi confinanti per la maggior parte dei prodotti vegetali. I prezzi della maggioranza dei prodotti vegetali sono infatti diminuiti sia in Svizzera che in Germania. Per quanto riguarda i prodotti di origine animale, i prezzi al consumo hanno registrato andamenti diversi, sia in Svizzera che nei Paesi confinanti. Tra il 2021 e il 2025, per gran parte dei prodotti si osserva una tendenza alla riduzione del divario dei prezzi al consumo tra la Svizzera e i Paesi confinanti.
Nota: i dati relativi ai diversi anni devono essere confrontati e interpretati con cautela, poiché le fonti dei dati e le caratteristiche dei prodotti possono variare di anno in anno.
Prezzi al consumo nei Paesi limitrofi
Prezzi al consumo nei Paesi limitrofi
© FranceAgriMer, Agreste , Insee, GfK Austria, Bundesanstalt Statistik Austria, Bundesanstalt für Agrarwirtschaft Austria, AMI, GfK (D), UFAG
Fattori alla base delle differenze di prezzo
In questa analisi vengono presentati i prezzi alla produzione e al consumo in Svizzera e nei tre Paesi confinanti (Germania, Francia e Austria) per diversi prodotti di origine animale e vegetale. Tali prezzi sono influenzati da diversi fattori lungo l’intera catena del valore. Il principale fattore di influenza è il livello più o meno elevato della protezione doganale. Da questo primo fattore deriva una parte significativa degli altri fattori alla base delle differenze: struttura delle aziende agricole, costo dei fattori di produzione, nonché strutture di trasformazione e distribuzione. Anche le disposizioni di legge e gli standard privati influenzano il livello dei prezzi. Questi fattori non sono tutti identici per la Svizzera e i suoi Paesi confinanti. Inoltre, il confronto si scontra con la difficoltà di trovare prodotti identici e commercializzati in fasi comparabili per i quali siano disponibili dati.
4. Conclusioni
Il 2025 è stato caratterizzato da andamenti contrastanti dei prezzi agricoli e alimentari in Svizzera. A livello di produzione, i prezzi sono generalmente aumentati per i prodotti di origine animale, in particolare latte, uova e gran parte del bestiame da macello, mentre sono diminuiti per numerosi prodotti vegetali, in particolare verdura, cereali panificabili e patate. Tali andamenti riflettono principalmente le variazioni dell’offerta nonché l’evoluzione dei costi di produzione.
A livello del consumo l’andamento dei prezzi è stato più eterogeneo. I prezzi di diversi latticini freschi, di alcuni prodotti carnei e delle uova da allevamento al suolo sono aumentati, mentre quelli della frutta, della maggior parte della verdura, del pane e delle patate sono diminuiti. I prezzi al consumo delle uova biologiche e da allevamento all’aperto hanno registrato un leggero calo, nonostante l’aumento dei prezzi alla produzione. Per diversi prodotti vegetali, le riduzioni osservate hanno portato a livelli di prezzo ai minimi storici.
Il confronto con Germania, Austria e Francia conferma che i prezzi alla produzione e quelli al consumo rimangono nel complesso più elevati in Svizzera. I divari sono particolarmente marcati per la carne e le patate, mentre la Germania presenta, per la maggior parte dei prodotti osservati, i livelli di prezzo più bassi. Tra il 2021 e il 2025 le differenze tra i prezzi al consumo applicati in Svizzera e nei Paesi confinanti hanno indicato una tendenza alla riduzione per la maggior parte dei prodotti osservati. Per quanto riguarda i prezzi alla produzione, la tendenza è anch’essa al ribasso per i prodotti di origine animale, mentre i divari sono aumentati per la maggior parte dei prodotti vegetali.
Nonostante queste differenze di livello, l’andamento tra il 2024 e il 2025 ha spesso seguito tendenze simili in Svizzera e nei Paesi confinanti, con un aumento dei prezzi dei prodotti di origine animale e una diminuzione di quelli dei prodotti vegetali. Questi risultati evidenziano sia l’integrazione dei mercati agricoli europei sia le specificità strutturali del mercato svizzero. Dimostrano che l’analisi dei prezzi deve essere interpretata alla luce delle differenze in termini di costi di produzione, standard di qualità, sistemi di produzione, label e condizioni di commercializzazione che influenzano la definizione dei prezzi in ciascun Paese.